Canon Powershot G5 X

Canon Powershot G5 X

Canon Powershot G5 X

La “fotocamera compatta evoluta” è nel Dna di Canon: la famiglia Powershot G nasce nel “lontanissimi” 2000, con la G1: Fa sorridere rileggere le caratteristiche tecniche di quel primo modello: sensore da 1/1,8″ da 3,14 Mpixel. Schermo da 1,8″, il tutto in un corpo macchina dallo spessore di oltre 6 cm e con un peso che sfiorava il mezzo chilo. Solo l’ottica potrebbe non sfigurare in una fotocamera moderna: uno zoom 3x (34-102 mm) luminoso f/2.0-f/2.5. Il tutto a un prezzo di listino di 1.277 euro; una cifra che, aggiornata a oggi, corrisponderebbe a circa 1.700 euro! In questi 16 anni l’evoluzione, anche in campo fotografico, ha fatto passi da gigante e alla prima G1 sono seguite altre 18 fotocamere della famiglia “Powershot G”. Un’offerta che, nell’ultimo anno, si è diversificata e, dalla “semplice” compatta Hi-end, Canon ha oggi a listino 5 Powershot G, con caratteristiche e peculiarità differenti. La Powershot G5 X è stata presentata lo scorso ottobre (insieme alla “entry- level” G9X) e rappresenta senza dubbio, all’interno dell’offerta Canon, la scelta ideale per il fotografo alla ricerca di una simil-reflex, anche nell’approccio allo scatto. La peculiarità della G5 X è infatti il suo mirino elettronico, posizionato nel “finito” pentaprisma sopra l’ottica. Realizzato con un display Oled da 0,39″, questo mirino conta 2,36 milioni di punti, con una copertura del 100% dell’immagine. La sua elevata frequenza di refresh, pari a 120 fps, ne permette l’utilizzo anche per seguire (e scattare) soggetti in movimento, senza essere penalizzati da immagini con effetto-scia. Sopra il mirino elettronico è presente la slitta a contatto caldo per un flash esterno, mentre il finto pentaprisma, oltre al mirino, integra anche un piccolo flash, a estrazione manuale. Proprio per offrire la stessa esperienza di scatto di una reflex, il layout dei comandi è molto articolato, con la presenza di quattro diverse diverse ghiere. Le due ghiere presenti sulla parte superiore sono “fisse” (come funzionalità) e servono a gestire le modalità di scatto e la staratura intenzionale dell’esposizione. Viceversa, le due ghiere frontali (una coassiale all’obiettivo e una sulla destra, facilmente controllabile con l’indice) sono assolutamente personalizzabili. Potreste per esempio assegnare la messa a fuoco alla ghiera sull’obiettivo, oppure dedicarne una ai diaframmi e l’altra ai tempi, per una gestione completamente in manuale senza che sia necessario distogliere l’occhio dal mirino (e quindi dal soggetto inquadrato). Per gli scatti in posizioni critiche (molto più in basso / alto del vostro punto di vista) può essere utilizzato il display Lcd, completamente articolato.
Per quanto riguarda l’ottica, mutuata dalla G7 X (e presente anche sulla versione Mark II che trovate nella pagina a fianco), è un versatile zoom 4,2x, che copre le focali da 24 a 100 mm: da un buon grandangolo a un medio tele. E’ meno estesa dello zoom 5X dell’ammiraglia G1 X Mark II (che copre da 24 a 120 mm) ma compensa con una luminosità più elevata f/1.8-f/2.8. Lo zoom è stabilizzato otticamente (soluzione che Canon definisce Intelligent IS) con un grado di intervento, dichiarato, fino a 3 stop.

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